stop assemble

A Imperia stop alle assemblee di condominio, le parole di Michele Parisi

“Il nostro messaggio è per prima cosa di solidarietà per il momento tragico relativo alla pandemia che sta limitando tutte le attività compresa la nostra. Abbiamo sentito il bisogno come amministratori, ha dichiarato Michele Parisi, di riunirci e di calibrare una linea comune che potesse tutelare tutti i nostri clienti i nostri studi e le nostre persone. Abbiamo deciso ciò che era inevitabile, la sospensione fino al 24 novembre, data di scadenza dell’ultimo Dpcm dove sospenderemo le assemblee condominiali in presenza. Continueremo a lavorare e a essere presente nei nostri stabili ma non lo faremo attraverso assembramenti di persone all’interno di qualsiasi sede sia. Per non correre rischi, per non avere responsabilità, ma soprattutto per tutelare la tutela dei nostri clienti”.

Adesso quindi gli amministratori sono a lavoro per mettere a punto le nuove modalità di gestione delle assemblee. “Ci adopereremo per avere tutti gli strumenti necessari, continua Parisi, al fine di riuscire a trovare la giusta collocazione anche per lo svolgimento delle attività e perché le gestioni amministrative non vengano interrotte ma vogliamo salvaguardare e dare il nostro contributo affinché tutta questa operazione precauzionale e di isolamento possa arrivare ad un termine e concludersi positivamente. Le assemblee condominiali – ha concluso- potrebbero essere uno degli elementi a rischio nel quale propagare il contagio”.

 

dpcm 24 ottobre 2020 coronavirus

Coronavirus, testo del DPCM firmato il 24 ottobre 2020

A seguito del DPCM del 24 ottobre 2020 lo Studio Parisi comunica che a far data da oggi 26 ottobre 2020 verranno annullati tutti gli appuntamenti sia in esterno che in studio fino al 24 novembre 2020. Eventuali appuntamenti per questioni urgenti dovranno essere valutati di volta in volta. L’annullamento delle singole assemblea sarà valutato di caso in caso e comunicato tempestivamente ai condòmini interessati.

 

 

 

bonus facciate

Il Bonus Facciate si estende anche ai balconi

Il Bonus 110% è quello che ha richiesto, rispetto a tutti gli altri benefici concessi dal Governo, maggiori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quindi, a quanto pare, rientrano nella detrazione del 90% anche i lavori di rifacimento e impermeabilizzazione della pavimentazione dei balconi. È quanto chiarito dall’Agenzia in una risposta pubblicata sul suo sito. Quindi, in altri termini, il Bonus Facciate si estende anche ai balconi. In generale, la detrazione viene riconosciuta sui lavori che interessano tutto l’involucro esterno dell’edificio visibile dalla strada. Ne restano esclusi, invece, i muri dei cortili interni, che appunto non sono visibili dall’esterno. Più specificamente, nell’agevolazione in discorso, rientra la sistemazione delle parti opache della facciata, dei balconi e di ornamenti e i fregi visibili dal suolo pubblico.

Gli interventi di rifacimento dei balconi rientrano nel bonus facciate del 90%
Quindi, attraverso gli interventi chiarificatori dell’Agenzia delle Entrate, si delinea in maniera sempre più dettagliata, quali siano i lavori assoggettati al regime di vantaggio. E’ chiaro che il Bonus Facciate si estende anche ai balconi. Nello specifico, su balconi e ornamenti sono ammessi: interventi di consolidamento, ripristino, pulitura e tinteggiatura della superficie, rinnovo degli elementi costitutivi. Inoltre, abbiamo: la rimozione, l’impermeabilizzazione e il rifacimento della pavimentazione del balcone. A queste si aggiungono: la rimozione, riparazione e successiva tinteggiatura delle parti deteriorate dei sotto-balconi e dei frontalini. Questo significa che, nell’ambito dei condomini, il bonus facciate comprende anche la rimozione della pavimentazione dei balconi e la sua impermeabilizzazione.

Quali i vantaggi
Come per tutte le altre misure rientranti nel Superbonus 110%, anche i beneficiari del bonus facciate possono fruire di una detrazione fiscale del 90%.  Questa viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo, fino a concorrenza dell’imposta lorda. Oltre alla detrazione fiscale, si può anche optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito d’imposta di pari importo. A sua volta, l’impresa che riceve il credito, potrà recuperare la somma sotto forma di credito d’imposta, con la possibilità di cederlo a terzi. Inoltre, destinatario del credito può essere anche soggetto diverso rispetto all’impresa esecutrice dei lavori di ristrutturazione. Infatti, il contribuente può anche decidere di cedere il credito ad altri soggetti, per un importo equivalente alla detrazione.

(Fonte proiezionidiborsa.it)

 

 

superbonus

Superbonus, slittano i decreti attuativi del Mise. Rallenta la corsa del 110%

A quasi due mesi di distanza dalla firma dei due decreti, arrivata a inizio agosto, gli operatori di mercato dovranno, allora, attendere ancora prima di avere a disposizione il quadro definitivo su due pezzi fondamentali del superbonus.

 

Stop a sorpresa per l’attuazione delle norme sul superbonus. Servirà più tempo per la pubblicazione dei decreti Mise in materia di asseverazioni e requisiti tecnici. Se nei giorni scorsi, dopo le indicazioni del Mef, era maturata la convinzione che i due provvedimenti fossero ormai a un passo dalla Gazzetta ufficiale, nelle ultime ore la situazione è cambiata: la Corte dei conti ha formulato delle osservazioni che richiederanno un supplemento di lavorazione al ministero.

I tempi dello stop
Non sarà uno stop lungo, ma servirà qualche giorno in più. Secondo alcune fonti, un paio di settimane. Anche perché, nel frattempo, la sede romana del ministero è stata evacuata causa Covid. Per completare il lavoro di drafting, sarà necessario rientrare fisicamente negli uffici e procedere con le molte limature richieste.

Cosa è successo
La registrazione da parte della Corte dei conti, rivendicata negli ultimi giorni sia dall’Economia che dallo Sviluppo economico, c’è effettivamente stata ed è datata 22 settembre. Insieme alla registrazione, però, la magistratura contabile ha formulato diverse osservazioni al Mise, sulle quali invece è stato tenuto un riserbo maggiore.

Non si tratta – va precisato – di correzioni di merito, ma di forma. È stato, cioè, chiesto al ministero di chiarire alcuni passaggi troppo intricati, adeguando i testi per renderli più facilmente applicabili. A finire sotto osservazione è stato, soprattutto, il corposo pacchetto di allegati, già oggetto di critiche di diversi esperti per qualche imprecisione.

I problemi operativi
Bisogna ricordare, a questo proposito, che nelle scorse settimane (si veda Il Sole 24 Ore del 2 settembre) era stato sottolineato come la combinazione tra i decreti e le indicazioni delle Entrate creasse diverse incertezze.

Ad esempio, il decreto sui requisiti tecnici portava dubbi sul fatto che fossero classificabili come trainati la riqualificazione energetica globale di edifici, gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni condominiali, gli interventi congiunti ecobonus-antisismico e i dispositivi multimediali per il controllo da remoto per riscaldamento o climatizzazione. Senza dimenticare (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) i problemi negli incroci tra tetti di spesa e tetti di detrazione.

Drafting in corso
Il risultato pratico di queste osservazioni è che i testi non sono mai arrivati alla Gazzetta ufficiale, ma si trovano, invece, nuovamente allo Sviluppo economico, dove è stato avviato un lavoro di drafting e aggiustamento che richiederà ancora qualche giorno.

A quasi due mesi di distanza dalla firma dei due decreti, arrivata a inizio agosto, gli operatori di mercato dovranno, allora, attendere ancora prima di avere a disposizione il quadro definitivo su due pezzi fondamentali del superbonus: le asseverazioni e i requisiti tecnici degli interventi.

La smentita del Mise
Intanto, fonti del ministero dello Sviluppo economico commentano così la notizia: «In merito all’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore dal titolo “Superbonus stop ai decreti Mise” si smentisce totalmente il fatto enunciato. I decreti sono stati registrati dalla Corte dei Conti e sono in via di pubblicazione in Gazzetta ufficiale». Le stesse fonti non spiegano, però, quanto tempo servirà per vedere finalmente i testi.

(Fonte Il Sole 24 Ore)