superbonus

Superbonus, slittano i decreti attuativi del Mise. Rallenta la corsa del 110%

A quasi due mesi di distanza dalla firma dei due decreti, arrivata a inizio agosto, gli operatori di mercato dovranno, allora, attendere ancora prima di avere a disposizione il quadro definitivo su due pezzi fondamentali del superbonus.

 

Stop a sorpresa per l’attuazione delle norme sul superbonus. Servirà più tempo per la pubblicazione dei decreti Mise in materia di asseverazioni e requisiti tecnici. Se nei giorni scorsi, dopo le indicazioni del Mef, era maturata la convinzione che i due provvedimenti fossero ormai a un passo dalla Gazzetta ufficiale, nelle ultime ore la situazione è cambiata: la Corte dei conti ha formulato delle osservazioni che richiederanno un supplemento di lavorazione al ministero.

I tempi dello stop
Non sarà uno stop lungo, ma servirà qualche giorno in più. Secondo alcune fonti, un paio di settimane. Anche perché, nel frattempo, la sede romana del ministero è stata evacuata causa Covid. Per completare il lavoro di drafting, sarà necessario rientrare fisicamente negli uffici e procedere con le molte limature richieste.

Cosa è successo
La registrazione da parte della Corte dei conti, rivendicata negli ultimi giorni sia dall’Economia che dallo Sviluppo economico, c’è effettivamente stata ed è datata 22 settembre. Insieme alla registrazione, però, la magistratura contabile ha formulato diverse osservazioni al Mise, sulle quali invece è stato tenuto un riserbo maggiore.

Non si tratta – va precisato – di correzioni di merito, ma di forma. È stato, cioè, chiesto al ministero di chiarire alcuni passaggi troppo intricati, adeguando i testi per renderli più facilmente applicabili. A finire sotto osservazione è stato, soprattutto, il corposo pacchetto di allegati, già oggetto di critiche di diversi esperti per qualche imprecisione.

I problemi operativi
Bisogna ricordare, a questo proposito, che nelle scorse settimane (si veda Il Sole 24 Ore del 2 settembre) era stato sottolineato come la combinazione tra i decreti e le indicazioni delle Entrate creasse diverse incertezze.

Ad esempio, il decreto sui requisiti tecnici portava dubbi sul fatto che fossero classificabili come trainati la riqualificazione energetica globale di edifici, gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni condominiali, gli interventi congiunti ecobonus-antisismico e i dispositivi multimediali per il controllo da remoto per riscaldamento o climatizzazione. Senza dimenticare (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) i problemi negli incroci tra tetti di spesa e tetti di detrazione.

Drafting in corso
Il risultato pratico di queste osservazioni è che i testi non sono mai arrivati alla Gazzetta ufficiale, ma si trovano, invece, nuovamente allo Sviluppo economico, dove è stato avviato un lavoro di drafting e aggiustamento che richiederà ancora qualche giorno.

A quasi due mesi di distanza dalla firma dei due decreti, arrivata a inizio agosto, gli operatori di mercato dovranno, allora, attendere ancora prima di avere a disposizione il quadro definitivo su due pezzi fondamentali del superbonus: le asseverazioni e i requisiti tecnici degli interventi.

La smentita del Mise
Intanto, fonti del ministero dello Sviluppo economico commentano così la notizia: «In merito all’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore dal titolo “Superbonus stop ai decreti Mise” si smentisce totalmente il fatto enunciato. I decreti sono stati registrati dalla Corte dei Conti e sono in via di pubblicazione in Gazzetta ufficiale». Le stesse fonti non spiegano, però, quanto tempo servirà per vedere finalmente i testi.

(Fonte Il Sole 24 Ore)

 

 

decreto rilancio

Il Decreto Rilancio è legge, provvedimento da 55 miliardi


Il decreto Rilancio è legge. Il governo ha incassato la fiducia dell’aula del Senato con 159 voti a favore e 121 contrari. Il provvedimento da 55 miliardi era arrivato a Palazzo Madama “blindato” dopo le modifiche introdotte alla Camera.

Ecco le principali misure che erano state inserite nel dl durante il passaggio parlamentare in commissione a Montecitorio.

Auto
Arriva un incentivo da 3.500 euro per chi rottama una vettura vecchia di dieci anni e acquista una Euro 6 benzina o diesel con emissioni al massimo a 110 grammi di Co2 al chilometro. Il contributo a carico dello Stato è di 1.500 euro, duemila per il concessionario e vale dal 1° agosto al 31 dicembre 2020. Il bonus è dimezzato senza rottamazione. Potenziate le agevolazioni per ibride ed elettriche che aumentano di 4 mila euro se si ha un’auto da dare indietro e di duemila senza. Cumulando questo incentivo con i vecchi sconti, i bonus sulle auto di ultima generazione salgono rispettivamente a 6.500 e 10 mila euro.

Dallo smart working al super ecobonus: ecco tutte le novità contenute nel Decreto rilancio

Ecobonus
L’Ecobonus al 110% è stato esteso a tutte le seconde case, anche alle unifamiliari, come le villette a schiera, che erano rimaste escluse dal beneficio. Restano fuori quelle di pregio, ville e castelli. Ogni proprietario dunque potrà realizzare lavori di riqualificazione energetica ed antisismica su due abitazioni. La detrazione è stata allargata agli enti del Terzo settore e alle associazioni e società sportive dilettantistiche che potranno ristrutturare gli spogliatoi. Il superbonus vale fino al 31 dicembre 2021, ma per gli interventi nelle case di edilizia popolare si potrà raggiungere il primo semestre 2022.
Scuola
Arrivano 150 milioni in più per le scuole paritarie. I genitori di bambini fino a 12 anni potranno chiedere il congedo Covid, retribuito al 50% dello stipendio, per un altro mese fino al 31 agosto. I centri estivi per i ragazzi si occuperanno della fascia di età da 0 a 16 anni. Carta d’identità, patente e altri documenti di riconoscimento saranno validi per tutto il 2020 anche se scaduti. Infine reddito di emergenza, entro il 30 settembre, anche per i nuclei che occupano abusivamente un immobile se ci sono minori, malati gravi o disabili.

Oltre tre miliardi per la scuola: più organico e si cercano nuovi spazi

Lavoro
Prorogati i contratti a termine e di apprendistato sospesi nel periodo dell’emergenza. Via libera a una norma che tutela i lavoratori dai trasferimenti collettivi usati per aggirare il blocco dei licenziamenti. Garantito lo smart working a tutte le persone con disabilità o con patologie a rischio. Per sostenere la ripresa delle attività in sicurezza, l’Inail mette a disposizione 200 milioni di euro per finanziare i progetti delle imprese. Il Durc in scadenza sarà valido fino al 31 ottobre. Assorbito il decreto che anticipa le 4 settimane di cig previste tra settembre e ottobre.

Comuni
Stanziati 40 milioni per i comuni più colpiti dal virus: aiuteranno sia le zone rosse escluse, sia quelli con un alto numero di contagi rispetto agli abitanti. Ci sono poi 20 milioni per gli enti in dissesto, risorse che andranno per metà alla manutenzione straordinaria di immobili di polizia e carabinieri e il resto alle Giunte sciolte per mafia. Rinvio al 30 settembre della salvaguardia degli equilibri di bilancio, emendamento che darà una boccata di ossigeno alla finanza locale. Taglio del 20 per cento sull’Imu e la Tari a favore dei cittadini che pagheranno con l’addebito dal conto corrente.

Decreto Rilancio: ecco le misure per le imprese spiegate dal commercialista

Sanità
Criteri semplificati per l’importazione e la validazione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale. Corsia preferenziale per l’assunzione come categorie protette dei parenti di medici e infermieri che siano rimasti invalidi o deceduti a causa dell’impegno nella lotta al virus. Le sperimentazioni dei farmaci saranno più semplici, con regole meno stringenti sui conflitti di interesse dei ricercatori coinvolti. Una tantum da duemila euro per i camici bianchi in prima linea durante la fase acuta della pandemia e 128 milioni di euro per i contratti degli specializzandi fino al 2026.

Le micro misure
Tantissime anche le piccole norme approvate tramite gli emendamenti dei partiti. C’è un robusto aumento della pensione degli invalidi totali, che sale da 285 a 516 euro; il riconoscimento per Bergamo e Brescia, messe a dura prova dalla pandemia, che saranno capitali italiane della cultura nel 2023. Quindi 20 milioni aggiuntivi per il bonus bici e il blocco degli sfratti fino a dicembre.

Incentivi per chi acquista motorini elettrici fino a 4 mila euro; bonus di 200 euro per le lezioni di musica destinate agli under 16 e rimborsi per viaggi e concerti cancellati a causa del coronavirus.

Il credito d’imposta al 60 per cento sugli affitti commerciali potrà essere ceduto al proprietario, se d’accordo, come quota parte del canone di affitto.

Saranno assicurati meno alunni in classe nel prossimo anno scolastico e dall’Antitrust arriva lo stop ai servizi sul cellulare attivati senza consenso.

Proroga di due anni per le concessioni già in essere per la gestione degli aeroporti e fino al 2033 per le spiagge.

Cinque milioni a fondo perduto per il settore tessile e moda.

(Fonte La Stampa)